parole impolverate

Tra una lettera e l’altra, tra la penna e il foglio, tra i pensieri, tra i colori, dentro un foglio accartocciato. Per tanto tempo avevano preso polvere. Non volevano saperne di mostrarsi al mondo, eppure erano presenti. Il tempo le aveva costrette nell’immobilità. La tristezza ne aveva fatte scappare molte. Le poche rimaste avevano deciso di non uscire allo scoperto senza motivo, attendevano il momento giusto nascoste da un cumulo di pensieri. L’esperienza le aveva portate a capire che mostrarsi in un momento non adatto sortiva effetti devastanti: le temerarie sparivano, le superstiti venivano bloccate dalla paura e vivevano nell’attesa di qualcuno che le potesse salvare e tirare via da quel posto. Poteva essere qualcuno, qualcosa, un momento.  Accadde, così. Una domenica, quando il sole sgomitava tra le nuvole grigie, le lettere si avvicinarono, la penna baciò il foglio, i pensieri si misero in ordine, i colori cominciarono ad avere un senso e una mano prese dal cestino il foglio accartocciato per leggerne il contenuto. Le parole smisero di prendere polvere e uscirono allo scoperto.

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