melodie, sinfonie, sintonie

Facciamo finta per un secondo che io non pensi a niente e a nessuno. A quel punto diventerei tranquilla e sembrerei meno psicopatica, voi non mi leggereste come una pazza delirante e il mondo diventerebbe leggermente più equilibrato per un po’. Stasera/stanotte ho pensato a stare zitta e ad ascoltare insieme a voi la mia storia fino ad oggi. Non è un giochetto di quelli che si passa per blog, semplicemente voglio raccontarvi di me attraverso la musica, cosa che occupa in modo costante le mie giornate.


Non fate come mio fratello di 11 anni che ogni volta che capita su itunes comincia a urlare dalla sua stanza “che funerale!”, da lui che è piccolo e ignorante lo posso capire, solo da lui. Questa canzone è probabilmente uno dei primi ricordi che ho perchè mio nonno materno la metteva per farmi addormentare quando ero molto piccola. La canzone, soprattutto il testo, è bellissimo e io ci sono legata tantissimo perchè mi ricoda, per l’appunto, mio nonno che era una delle persone a cui abbia mai voluto così bene, un uomo che cercava d’insegnarmi il latino quando avevo 6 anni e che  mi ha trasmesso l’amore per la musica… Per farvi capire, io a 8 anni con lui ascoltavo i The Cure… “I’ll be yours through all the years, till the end of time.” Anche se è scomparso da tanto, nei momenti di sconforto, in cui tutto sembra irrisolvibile e mi sento sola, penso a queste parole e, anche se a fatica, mi riprendo un po’.

Questa canzone segna ufficialmente il mio ingresso in un mondo più adulto, ero al liceo e le circostanze, i miei genitori e le nuove situazioni, del tutto nuove per  una bambina come me, facevano pesare quella insicurezza ancora un po’ infantile e che in qualche misura mi porto ancora un po’ dietro. I Sonata Arctica inoltre sono stati il primo gruppo power-metal che io abbia mai ascoltato, anche prima dei miei ancor più amati Blind Guardian. Mi ricordano il mio primo amore (che è stato anche l’unico -.-) e mi fanno pensare con un po’ di malinconia che difficilmente vivrò quelle emozioni così intense ancora.


“Is this the place we used to love? Is this the place that I’ve been dreaming of?”
Che devo dire su questa canzone? E’ una delle mie preferite e la si può collocare in ogni momento della mia vita perchè l’ho sempre presa come il risveglio da un sogno, un chiedersi: è davvero questo quello a cui aspiro? Forse i Keane quando l’hanno scritta pensavano ad altro ma viva la libera interpretazione, no? Più di una volta avrei voluto dedicarla a qualcuno ma è troppo importante per me per accostarla a qualcosa che non ha un legame vero e forte con me. Preferisco essere egoista e tenerla come un tesoro per me fino a quando non arriverà il momento giusto.


Avete presente quei momenti in cui capita di pensare “vadano tutti a quel paese, io ballo da sola”? Ok, mi rendo conto che magari questi deliri li ho solo io ma era per rendere l’idea. Il tuo moroso che vive dall’altra parte dell’Italia ha deciso che non riesce più ad avere una relazione a distanza? Esci con un ragazzo, ti senti con lui e poi il giorno del tuo compleanno scopri che si è messo con una tua amica? L’esame è andato da schifo per la millesima volta? Bene, allora aspetta che la casa sia vuota,  alza il volume delle casse e canta mandando tutto alle ortiche, cominciando a pensare che d’ora in poi l’unica prioprità è la tua persona e basta.
Ecco in questi momenti Bruce è il mio più fedele alleato. Sperimentate in molti e fatemi sapere, non sia mai che riusciamo a fare una una comitiva stile “Angry young men”.
Ultima, ma non meno importante una delle tante rappresentanti che parlano a nome dei Coldplay, che io amo moltissimo. Ho scelto Yellow perchè volevo creare un corrispettivo di Somewhere only we know, ovvero una canzone che avrei voluto mi dedicassero. Racchiude tutta la dolcezza che, nonostante la mia corazza, mi è necessaria. E’ vero, non incontrerò mai un Chris Martin della situazione e nessuno forse mi scriverà ma niente di così bello ma sognare non costa nulla e nemmeno consolarsi con canzoni di altri per altre.

Vi ho ammorbato, lo so, ma se avessi scritto altro stasera mi sarei ritrovata a dire sempre le stesse cose: non so, che devo fare, son distratta, se glielo dico passo per demente, non gli piaccio di sicuro, mi odio e sono uno abominio. Le solite carinerie.
Comunque queste 5 canzoni, in un modo o nell’altro, parlano un po’ di me. Non ci sono tutte e non sono tutti i miei cantanti/canzoni preferiti/e, ma quelli che oggi, secondo giorno di settembre, reputo le più adatte.
Voi cosa percepite da questo “mix” senza filo logico? 🙂

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10 risposte a “melodie, sinfonie, sintonie

  1. Alcune cose mi hanno colpito: 1. non ci sono i beatles °_° 2. non ci son canzoni italiane (ma questo può essere un bene) 3. c’è un bel mix di ballad e canzoni *power* 4. tuo nonno doveva essere fantastico 🙂
    Se facessi una cosa del genere io chissà che verrebbe fuori o_ò

    • i Beatles non ci sono perchè sono miei e sono tutto, ci sono sempre stati e sempre ci saranno 😉 la mia eterna colonna sonora!
      Comunque sì, mio nonno era fantastico, per quel poco che ho potuto capire e conoscere era davvero meraviglioso, se diventassi solo un millesimo della persona stupenda che era sarei già a buon punto 😉

  2. Tutte canzoni belle e che conosco, ed anche significative devo dire. Soprattutto per me, Shy (la prima canzone che ho registrato da solo, perché ero malato) e Yellow. Già solo perché ascolti i Sonata Arctica meriteresti il mi piace al post, e poi c’è pure il resto (i mitici the Cure)…

    Che per caso ascolti anche i Dream Theater?

    • Visto? Ogni tanto oltre a farmi cattiva pubblicità mostro i miei lati “meno peggio” ;P
      Non ho capito come hai registrato da solo Shy X°D Spiega, spiega!
      Comunque “per caso” sì, ascolto (e anche tanto :D) anche i Dream Theater 😉

  3. Che bel post, lo farei anch’io ma poi dovrei metterci i Backstreet Boys e sarebbe abbastanza patetico.

  4. @Demian: oddio canti pure?! XD Aspetto un concerto allora!!! 🙂

  5. Ascoltare Yellow dopo tanto tempo e soprattutto in questo momento mi ha fatto un attimo commuovere, devo dire ^^” significa tanto per me e credo che non ci sia altro da aggiungere.
    Non hai ammorbato nessuno, il mix è stato di un equilibrio assurdo, unito a quella malinconia che anche a me viene quando ricordo il mio di nonno.
    Adoro leggerti, ma questo lo sai già.
    Non vedo l’ora che arrivi un altro post, un bacio :*

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