Decervellamento da sintonia mentale

Come faccio a capire se una persona mi piace? In che modo capisco se non è un’infatuazione del momento? Perchè m’interesso a persone che non ho mai visto?
Il mio cervello è stanco, stremato e non ce la fa più. Sono giorni che sono perennemente distratta da queste domande che, chiaramente, non hanno risposte che vanno ricercate in alcun manuale. Non riesco a studiare, non riesco a concentrarmi su nulla, nessun film, nessun libro, niente. Ho solo un’intensa voglia di capire se dicendo quello che mi ammorba in questi giorni il mondo mi prenderà per folle e mi farà rinchiudere.
Sono strana, ok, si era capito. Personalmente mi ritengo piacevolmente strana, nel senso che non ho feticci o abitudini strane che farebbero rimanere di stucco anche l’uomo “più weird” del mondo, è che sono un po’ (tanto…) timida, insicura, mi piace la tranquillità, ascoltare le storie altrui e avvicinarmi specialmente alla gente che ha molto da insegnarmi o comunque molto simile a me e (unicamente con i miei amici) essere una delle persone più solari e spiritose del mondo. Per farvi un esempio banale: se domani dovessero fare un raduno con la gente con cui parlo ogni santo giorno su twitter, probabilmente, passerei per un’idiota senza il dono della parola perchè ci metto un po’ a carburare, è come se volessi aspettare di percepire d’essere stata accetata. Idiota, lo so. Tutto questo era per dire che tra le mie stranezze c’è anche quella d’avere la convinzione che per piacere a qualcuno ci sia bisogno di una sintonia, prima di tutto, mentale. Questa non si traduce nel dover pensare le stesse cose ma almeno avere gli stessi interessi, avere qualcosa di cui parlare, discutere ecc ecc. Io non potrei mai entrare in sintonia con una persona che non s’interessa al mondo circostante in alcun modo e che quindi non legga, non s’informi o non sia interessato alle arti, non ci riuscirei. Forse è una cosa assurda e in un certo senso “classista” (inteso non letteralmente…) ma vivo in una famiglia felice, nella quale i miei genitori hanno basato il loro rapporto sulle loro diversità caratteriali e di background ma anche su interessi comuni che a distanza di 30 anni riescono a tenere in vita un interesse reciproco e una delle più belle storie d’amore che io conosca.
Il mio unico ex moroso serio era molto diverso da me caratterialmente, ma la nostra storia era nata spontaneamente perchè avevamo qualche interesse in comune e su sua spinta io mi sono interessata a  campi che prima non conoscevo quasi per niente, cosa che, nonostante la rottura ci ha portato a restare comunque amici che hanno quasi ogni giorno robe di cui parlare.
Adesso mi chiedo: è giusto che io in base a interessi comuni e una parvenza gradevole sia “distratta” da qualcuno che, in definitiva, non conosco poi così tanto? Lo so che conoscere una persona non è mai una perdita di tempo ma la mia insicurezza cronica non mi concede il beneficio del lanciarmi così, senza paracadute, in questa situazione più strana di me.
Come capire? Aiutatemi voi. Ho la maturità mentale e sentimentale di un neonato appena atterrato con la cicogna.

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14 risposte a “Decervellamento da sintonia mentale

  1. Conoscere gente è una perdita di tempo,a volte ._.’ ho conosciuto gente così vuota di contenuti e di pensieri che per tutto il tempo dei nostri discorsi ho sperato di trovarmi a casa a guardare ciao darwin. Non so se puoi intendere il grado di disperazione che albergava in me -____-
    A parte questo se ti sembra di avere qualcosa in comune lasciati distrarre, magari scopri che è una persona importante,se proprio ti va male avrai imparato che non sempre la comunanza di interessi è sintomo/sinonimo di “comunanza” 🙂

  2. Guarda, io la penso esattamente come te (cosa che fa storcere il naso a chi viene a sapere che frequento sempre e solo lo stesso gruppetto di amici ormai da anni). Però l’attrazione, inspiegata perché basata su fondamenta forse un po’ traballanti, per qualcuno che non si conosce bene ci sta. Ammetto che non ci credevo nemmeno io, eh, prima di prendermi una scuffia di dimensioni astrali per un ragazzo di cui sapevo (e so) poco e nulla.
    L’unica, a mio avviso, è cercare di conoscerlo e capire se, oltre all’attrazione, c’è anche una base per un “innamoramento” fondato, basato su interessi comuni o almeno caratteri simili 🙂 Non stare a chiederti se è normale o meno, vivitela 🙂 (dovrei ascoltare i miei saggi consigli un po’ più spesso io stessa :P)

  3. Io mi rispecchio quasi sempre in tutto quello che scrivi su questo blog, e questo post non fa eccezione. Per rispondere alla tua domanda, secondo me non è giusto o sbagliato, se una persona ti distrae ti distrae e basta, e se ci sono interessi comuni è già una gran cosa. Devi solo capire se questo è sufficiente; te lo dico perché recentemente ho conosciuto un tizio che mi sembrava praticamente uguale a me e poco dopo ho scoperto che non solo era diversissimo, ma non c’era in lui assolutamente nulla che potesse piacermi manco lontanamente y_y

  4. Non ho capito perché spunta momonkey se io ho scritto solo momo ._.

  5. Bellissimo post, tanto per iniziare!
    Condivido con te la necessità di una sintonia mentale e di interessi comuni, anzi, a volte esagero e tendo a diventare troppo selettiva, cosa controproducente, perchè ovviamente è impossibile trovare una persona che rispetti il lunghissimo elenco di requisiti stilato nella mia mente!
    Detto ciò, penso che se una persona ti distrae è già qualcosa, ‘purtroppo’ è sempre necessario tentare e fare un piccolo salto nel buio, ma altrimenti sarebbe impossibile scoprire se ci può essere qualcosa oltre quella distrazione; che poi ‘tentare’ non vuol dire per forza buttarsi a capofitto abbandonando il raziocinio per strada, si puô comunque aprirsi quanro basta e allo stesso tempo andare coi piedi di piombo, insomma, la giusta via!

    Concludo dicendo che condivido con te anche quella timidezza che potrebbe farmi passare per schizzofrenica: con chi non conosco parlo a stento, mi ci vuole veramente tanto per entrare in confidenza, ma con le mie amiche più strette posso essere l’anima della serata… E non ti definirei mai ‘strana’ per questa timidezza, per me è la normalità! Mi rendo conto che è un modo di essere che può chiudere delle porte, ma generalmente non mi dispiace, ecco!

    • La mia paura, oltre il farmi avanti è quella di non piacere, di non aver suscitato nell’altra persona assolutamente niente. Questo non solo annienterebbe la mia psiche ma credo che non potrei più parlarci senza vergognarmi come un verme ç_ç

      • la paura di scontrarsi con la totale indifferenza è in effetti un ostacolo difficile da superare, io cerco di vederla in questo modo: chi ha il coraggio di fare un passo avanti nonostante la timidezza, merita tutta la mia ammirazione, e anche se dovesse andare male non ci sarebbe nulla di cui vergognarsi, anzi, dovresti andarne fiera perchè avresti comunque fatto la cosa giusta. Magari sarà una cantonata ma magari ne varrà la pena, in ogni caso non hai nulla da perdere (credo); so anche che tra il dire e il fare ce ne passa, ma io faccio il tifo per te!

      • speriamo che vada bene, grazie! 🙂

  6. p.s. porgo immense scuse per tutti i typo, la colpa va alla malefica tastiera del blackberry!

  7. Daniel Johnston cantava “….Only if you’re looking will it find you | ‘Cause true love is searching too | But how can it recognize you | Unless you step out into the light?”

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