il posto sbagliato

“La verità è che ovunque uno scelga di essere, è sempre nel posto sbagliato.” (C. Palahniuk)
In questo periodo mi sono soffermata spesso su questa cosa, ad essere dove non dovrei, e quasi sempre mi son detta che ero lontano da dove forse “sarei servita” o dove sarei stata a mio agio… Non ho un’etichetta con cui la gente mi può spostare e catalogare a proprio piacimento e la ritengo una fortuna ma a volte mi chiedo se avendola, magari, potrei vivere meno questa sorta di disagio. Nella mia città, come credo in tutte, ci sono zone, locali, punti della stessa via che condizionano l’esistenza di molte persone che ovviamente sono per lo più ragazzini. C’è la piazza “degli alternativi”, ci sono i portici per quelli che se la tirano perchè hanno queste o quelle scarpe o determinati vestiti, c’è il posto vicino al museo dove stanziano i metallari, le scale del teatro dove stanno quelli un po’ più zotici (ehm, per esser cortesi, qui il vocabolo che usano è un altro…), la chiesa che il sabato sera diventa il teatro delle sbronze… Insomma se non appartieni a queste cerchie o a poche altre… Non esisti. Dall’alto della mia imperscrutabilità a riguardo posso garantirvi che pur non facendo parte di nessuno di questi circoli esclusivi esisto. Ho sempre detestato le classificazioni e robe così ma forse oggi se ne avessi fatto parte avrei qualcosa alla quale attaccarmi nei momenti come quello che ho vissuto oggi. Non si tratta di avere o non avere amici, perchè quelli li ho nonostante spesso ne depenni qualcuno, ma quando le cose cambiano e tu rimani dietro beh è, credo, normale chiedersi se appartenere a qualcosa di più grande magari avrebbe potuto essere diverso.
In questa “era” della mia esistenza mi sento la macchietta della situazione, la Lizzie Bennet senza Darcy, la persona da compatire, quella che s’innamora della persona occupata, sbagliata o che semplicemente non ricambia. Cerco sempre di migliorare, di non risultare un abominio alla vista ottenendo risultati decenti, cerco di leggere, informarmi, sapere, conoscere tutte le cose fino in fondo per non sembrare una cretina o una capra. Sono molto ironica, autoironica, amo scherzare ed essere seria nel momento opportuno ma nonostante tutto rimango Lizzie, in disparte, con un libro o con l’ipod e una valanga di occasioni bruciate dal destino. Ogni mattina mi sveglio con buone intenzioni e voglia di fare ma puntualmente queste muoiono a pochi passi dal cuscino perchè, nonostante ci sia anche fin troppa gente vicina a me, mi sento incredibilmente sola, sola di quella solitudine che non dipende dai tuoi cari ma da quell’unica persona che non sai se esiste o meno ma di cui senti la mancanza ad ogni respiro.

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6 risposte a “il posto sbagliato

  1. L’ultima parte mi ha colpito molto, sarà che il paragone con Lizzie riassume abbastanza bene come mi vedo io stessa.. non avrei saputo dirlo meglio, ecco.
    Comunque complimenti, scrivi davvero benissimo.

  2. Che dire, mi convinco sempre di più che siamo molto simili…credo che sia uno dei tanti motivi che ci spinge a “rifugiarsi” nei blog.
    Non hai idea di quante volte mi senta dire “ma tu con chi te la fai?” o “non ti si vede mai in giro”, con un’aria che sembra implicare che sono una reclusa senza vita sociale…sarà, io non è che mi sia rinchiusa in casa senza voglia di parlare con nessuno, semplicemente non considero divertente né interessante niente di quello che in genere diverte gli altri. Per dire, mia nonna quest’estate mi raccomandava ogni sera di non andare in discoteca, mentre l’unica cosa che a me andava di fare era leggere (qua ci vuole) Jane Austen fino alle tre del mattino. E questo è ciò che ho fatto – poi vabbè, per tutti è una cosa deprimente, ma che ci vogliamo fare? Io faccio ciò che mi fa stare bene. Ma, per l’appunto, son strana 😛
    Mi spiace solo di essere fondamentalmente “sola”, senza nessuno qui che mi capisca e che riesca a condividere i miei interessi e le mie passioni senza guardarmi con condiscendenza.

  3. @Giuls: Beh secondo me ogni ragazza che ha letto Orgoglio e Pregiudizio si è sentita un po’ Lizzie almeno una volta 🙂 Grazie per il complimento, non lo merito ;D

    @Laurie: siamo meravigliosamente strane U_U a me non dispiace, come hai detto tu l’unico dispiacere può essere quello di venire compatiti invece che esser capiti. Siamo giovani, si spera che qualcuno prenda una botta in testa e cominci a non reputarci assurde ;P

  4. Il dilemma è sempre quello: meglio essere sè stessi “soli” assieme ai propri infiniti interessi, oppure sentirsi dispersi “soli” in mezzo a infinite persone non molto interessanti? Ovviamente la risposta, sta nel mezzo e nella fortunata casualità.

  5. ‘ [..] sola di quella solitudine che non dipende dai tuoi cari ma da quell’unica persona che non sai se esiste o meno ma di cui senti la mancanza ad ogni respiro.’

    Quando arriva quella persona? A volte mi sento una stupida ad averne ancora bisogno ma nella solitudine a volte le mancanze si sentono il doppio.

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